Real estate sostenibile, edifici modulari e quartieri vivi: l’approccio COIMA alla città di domani
L’intervista della redazione di Ingenio a Stefano Corbella, Sustainability Officer – Sustainability & Product Innovation, COIMA REM.
COIMA, il real estate che guarda al futuro: ESG come bussola per rigenerare le città
Quali criteri specifici adotta COIMA per garantire che i suoi progetti di sviluppo immobiliare e rigenerazione urbana siano allineati agli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e governance (ESG)?
COIMA ha sviluppato un approccio strutturato e integrato per garantire che i suoi progetti di sviluppo immobiliare e rigenerazione urbana siano allineati ai principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). Alla base di questa strategia vi è l’utilizzo di strumenti avanzati di valutazione della sostenibilità, come il COIMA ESG Metrics, un sistema proprietario di scoring che consente di misurare i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità degli investimenti. Questo modello si basa su standard internazionali consolidati, tra cui la Tassonomia UE, il Regolamento SFDR e le linee guida del Global Compact delle Nazioni Unite, assicurando un rigoroso allineamento alle normative europee e globali.
La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un vero e proprio criterio di selezione per COIMA. Prima di investire in un nuovo progetto, la società conduce una due diligence dettagliata, valutando non solo gli aspetti finanziari, ma anche l’impatto ambientale e sociale degli asset. Questo processo include criteri di esclusione rigidi, come l’impossibilità di sviluppare in aree naturali protette o di realizzare edifici destinati ad attività legate ai combustibili fossili. Una volta selezionati, gli asset vengono monitorati costantemente per garantire che continuino a rispettare i parametri ESG stabiliti.
COIMA si impegna inoltre a seguire i principi della Tassonomia Ambientale UE, adottando soluzioni che contribuiscano alla mitigazione del cambiamento climatico, all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. L’obiettivo non è solo quello di costruire edifici sostenibili, ma di creare spazi urbani che favoriscano il benessere delle comunità, migliorando la qualità della vita e promuovendo la coesione sociale. A tal fine, COIMA ha sviluppato un framework di impatto sociale, che pone particolare attenzione alla creazione di quartieri inclusivi e alla promozione di spazi dedicati alla cultura e all’educazione.
I progetti di COIMA sono riconosciuti a livello internazionale per la loro eccellenza in termini di sostenibilità. Porta Nuova, ad esempio, è stato il primo quartiere al mondo a ottenere le certificazioni LEED e WELL for Community, un risultato che testimonia l’impegno della società nell’integrazione di soluzioni sostenibili su larga scala. Questo impegno è confermato anche dai rating ottenuti dai suoi fondi immobiliari, come il GRESB, che colloca COIMA tra i leader globali nel settore della sostenibilità immobiliare.
Un ulteriore elemento distintivo della strategia di COIMA è il suo approccio alla finanza sostenibile. La società ha orientato la raccolta di capitali esclusivamente verso fondi che promuovono caratteristiche ESG, come quelli classificati Art. 8 secondo il Regolamento SFDR. Questo garantisce che ogni investimento contribuisca a ridurre l’impatto ambientale, migliorare l’efficienza energetica e favorire la transizione verso modelli di sviluppo a basse emissioni di carbonio.
In definitiva, la strategia di COIMA si distingue per una visione di lungo periodo, che unisce rigore metodologico, innovazione tecnologica e una profonda consapevolezza dell’impatto che il settore immobiliare può avere sul futuro delle città e delle persone che le abitano.
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Stop al consumo di suolo: il futuro del real estate è nella trasformazione intelligente dell’esistente
È possibile conciliare la domanda del mercato immobiliare con la tutela del territorio? Quali politiche o strumenti potrebbero incentivare uno sviluppo sostenibile senza ulteriore consumo di suolo? (In Italia nel 2023 si sono consumati 72,5 km² di suolo)
Conciliare la crescente domanda immobiliare con la tutela del territorio è possibile, ma richiede un cambio di paradigma: non più espansione, ma rigenerazione. Il
consumo di 72,5 km² di suolo in Italia nel 2023
evidenzia l’urgenza di ripensare lo sviluppo urbano senza sottrarre altro spazio alla natura.
La soluzione passa attraverso la riqualificazione di aree dismesse, la riconversione di edifici inutilizzati e l’ottimizzazione del patrimonio esistente. Progetti come il
Villaggio Olimpico di Milano, destinato a trasformarsi in campus universitario dopo i Giochi, dimostrano che è possibile creare valore senza nuovo consumo di suolo.
Per incentivare questo approccio, servono agevolazioni fiscali per chi investe nella rigenerazione urbana, regolamenti che favoriscano il riuso rispetto alle nuove costruzioni e l’adozione di standard di sostenibilità come LEED, WELL e BREEAM. La finanza sostenibile gioca un ruolo chiave: fondi ESG come il COIMA ESG City Impact Fund dimostrano che gli investimenti possono generare benefici economici e ambientali.
Il futuro delle città non è nell’espansione, ma nella trasformazione intelligente dello spazio esistente, per uno sviluppo urbano che sia sostenibile, inclusivo e in armonia con l’ambiente.
Riqualificazione urbana: i 4 pilastri per città sostenibili e comunità inclusive
Su quali pilastri dovrebbe basarsi la riqualificazione urbana per essere realmente sostenibile e generare valore a lungo termine per le comunità locali e l’ambiente?
La riqualificazione urbana sostenibile deve poggiare su quattro pilastri essenziali per generare valore a lungo termine per le comunità e l’ambiente.
- Il primo è la sostenibilità ambientale, che impone di rigenerare invece di espandere, recuperando aree dismesse e migliorando l’efficienza energetica degli edifici attraverso fonti rinnovabili e materiali a basso impatto.
- Il secondo è la coesione sociale, che mira a creare spazi inclusivi e accessibili, con servizi pubblici, aree verdi e abitazioni a canone calmierato per favorire la diversità sociale.
- Il terzo è l’innovazione tecnologica, con l’uso di soluzioni smart per la gestione intelligente degli edifici e la digitalizzazione delle infrastrutture, migliorando qualità della vita ed efficienza urbana.
- Infine, la finanza sostenibile gioca un ruolo chiave, attirando investimenti privati in progetti ESG e garantendo che lo sviluppo urbano sia non solo economicamente valido, ma anche responsabile.
Solo unendo questi elementi è possibile trasformare le città in motori di benessere e crescita sostenibile, capaci di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere il futuro.
Spazi ibridi, co-living e rigenerazione: la risposta di COIMA alle nuove esigenze abitative
In che modo COIMA sta affrontando l’evoluzione delle esigenze abitative, come il co-living, l’abitare flessibile e gli spazi ibridi, nel contesto della sostenibilità?
COIMA sta affrontando l’evoluzione delle esigenze abitative con un approccio che unisce flessibilità, innovazione e sostenibilità. In risposta alla crescente domanda di co-living, abitare flessibile e spazi ibridi, la società sta sviluppando progetti residenziali adattabili, che combinano soluzioni modulari, tecnologie smart e un design pensato per la condivisione e l’efficienza energetica.
L’integrazione di spazi comuni e servizi digitalizzati favorisce nuove forme di socialità e ottimizza le risorse, mentre la rigenerazione urbana permette di creare nuovi quartieri senza ulteriore consumo di suolo. COIMA punta inoltre su edifici certificati secondo standard LEED e WELL, garantendo ambienti salubri, efficienti e a basso impatto ambientale.
Con una visione orientata alla finanza sostenibile, l’azienda investe in progetti ESG, attrarre capitali responsabili e promuovere uno sviluppo urbano che risponda alle nuove necessità abitative senza compromettere il futuro delle città.
Porta Nuova e Villaggio Olimpico: i modelli COIMA per città sostenibili e inclusive
Quali sono i progetti emblematici di COIMA che meglio rappresentano le best practice nel campo dell’edilizia sostenibile e della rigenerazione urbana?
COIMA ha sviluppato alcuni progetti innovativi nel campo dell’edilizia sostenibile e della
rigenerazione urbana
, combinando impatto ambientale ridotto, efficienza energetica e inclusione sociale.
Tra i più emblematici c’è
Porta Nuova, il primo quartiere al mondo certificato LEED & WELL for Community
, simbolo di un’urbanistica che integra spazi verdi, edifici a basso impatto e mobilità sostenibile. In questo progetto di rigenerazione urbana, oltre allo sviluppo di edifici che integrassero le migliori pratiche di sostenibilità ambientale, ci siamo concentrati sulla qualità degli spazi urbani. Tra le caratteristiche crediamo più distintive del progetto vi sono la creazione di uno spazio urbano totalmente pedonale e la realizzazione del parco BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, un progetto pilota nella gestione degli spazi pubblici, connettore di un network aperto a collaborazioni con il settore no profit, associazioni e aziende con la missione di coinvolgere la comunità su temi come il
cambiamento climatico
, l’educazione, la diversità e l’inclusione.
Nel corso del 2024, il progetto è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti internazionali: il Dubai International Best Practices Award for Sustainable Development nella categoria Urban Regeneration and Public Spaces – premio che mira a valorizzare le iniziative che hanno avuto un impatto positivo sul miglioramento della qualità della vita delle persone – e il LivCom Award for SDGs – premio promosso da LivCom Committee, l’organizzazione non profit supportata dall’ONU e da diverse altre agenzie dedicato alle migliori pratiche nella gestione dell’ambiente e dello sviluppo locale per la creazione di città intelligenti, vivibili e sostenibili.
Un altro esempio è il Villaggio Olimpico di Milano, che ospiterà gli atleti delle Olimpiadi Invernali 2026 per poi trasformarsi in un campus per studenti, garantendo un riuso intelligente delle strutture senza consumo di nuovo suolo.
Progettare per il cambiamento: spazi urbani resilienti e comunità coese
Quali possono essere i principi guida per progettare spazi sicuri, inclusivi e resilienti, specialmente in un contesto di cambiamenti climatici e rapida urbanizzazione?
Progettare spazi sicuri, inclusivi e resilienti in un’epoca di cambiamenti climatici e urbanizzazione accelerata richiede un approccio che metta al centro sostenibilità, accessibilità e innovazione.
Il primo principio è la resilienza ambientale, con edifici progettati per resistere a eventi climatici estremi, attraverso materiali sostenibili, sistemi di gestione dell’acqua e spazi verdi che migliorano il microclima urbano.
L’inclusione sociale è altrettanto fondamentale: quartieri accessibili, con spazi pubblici vivibili, mobilità sostenibile e servizi condivisi, favoriscono una comunità coesa e diversificata.
La flessibilità urbana permette di adattare gli spazi alle esigenze in evoluzione, con edifici multifunzionali,
co-living
e soluzioni smart per un uso più efficiente delle risorse.
Infine, la sicurezza deve essere garantita attraverso progettazione attenta, illuminazione adeguata, connessioni pedonali sicure e tecnologie per il monitoraggio e la gestione intelligente degli spazi.
Solo integrando questi elementi è possibile creare città più resilienti, sostenibili e a misura d’uomo, in grado di affrontare le sfide del futuro senza compromettere il benessere delle generazioni presenti e future.
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Modulari, sostenibili e flessibili: così gli edifici riducono CO₂ e si adattano al cambiamento
Gli edifici modulari e smontabili possono essere una soluzione sostenibile nel settore immobiliare? Ci possono essere dei vantaggi nell’adozione di queste tipologie di edifici?
Gli edifici modulari e smontabili offrono una soluzione sostenibile nel settore immobiliare per diversi motivi. L’uso combinato del legno e delle tecniche di prefabbricazione consente di ridurre significativamente i tempi di costruzione, migliorando l’efficienza operativa e abbattendo i costi di manodopera. Inoltre, grazie a soluzioni progettuali mirate, un edificio modulare può garantire maggiore flessibilità e adattabilità nel tempo, permettendo la riconversione a nuovi usi senza interventi strutturali invasivi.
Dal punto di vista ambientale, l’impiego di materiali sostenibili, come il legno proveniente da foreste gestite responsabilmente, contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO₂. Il
legno, grazie alla sua capacità di immagazzinare carbonio e al basso impatto del suo processo produttivo, rappresenta una scelta strategica per l’edilizia del futuro.
COIMA ha integrato tecniche di costruzione modulare in diversi progetti, tra cui il Villaggio Olimpico di Milano e Corso Como Place.
Questi interventi dimostrano che le soluzioni modulari non solo offrono vantaggi economici e logistici, ma aggiungono valore in termini di qualità architettonica e sostenibilità urbana. In particolare, il Villaggio Olimpico, realizzato con pannelli prefabbricati in
legno XLam, ha garantito una costruzione più rapida ed efficiente, riducendo l’impatto ambientale e il consumo energetico.
L’adozione di edifici modulari e smontabili rappresenta dunque un’innovazione chiave per il settore immobiliare, migliorando la sostenibilità, ottimizzando le risorse e aumentando il valore degli investimenti grazie alla loro versatilità e al ridotto impatto ecologico.
Si ringrazia la gentile collaborazione di
COIMA
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