La formazione tradizionale non è più sufficiente per garantire la competitività delle imprese e la crescita professionale delle persone
Basta parlare con gli imprenditori o ascoltare storie di aziende per rendersi conto di quanto oggi sia centrale il tema delle risorse umane. La capacità di attrarre e trattenere talenti si rivela una chiave in grado di aprire le porte del business, tanto più in uno scenario complicato, dall’arrivo dei dazi di Donald Trump ai destini della globalizzazione. Per non parlare di quanto conta la formazione o la continua innovazione nei prodotti e nei processi, specie nella stagione dell’intelligenza artificiale. Questi sono soltanto alcuni tra i temi che saranno al centro dei dibattiti dell’Innovation Training Summit che si apre a Roma (Auditorium della tecnica) questa mattina, la due giorni che chiama a raccolta un parterre di 250 speaker e panelist nazionale e internazionale.
Occasioni d’incontro
L’evento è organizzato da Ecosistema Formazione Italia (Efi) l’associazione no profit guidata dal presidente Kevin Giorgis che illustra i punti chiave dell’iniziativa: «Viviamo in un’epoca di grandi evoluzioni e la formazione ha un ruolo centrale che non possiamo ignorare. Per non subire i cambiamenti di un mondo che, dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, corre sempre più veloce, la formazione tradizionale non è più sufficiente per garantire la competitività delle imprese e la crescita professionale delle persone. Con l’Innovation Training Summit, giunto alla sua seconda edizione, puntiamo a cambiare la mentalità di tutti gli operatori del settore della formazione. Cioè istituzioni, scuole, università e aziende che, a vario titolo, operano nel settore della formazione. Vorremmo iniziare, come già si fa in altri Paesi, a ragionare in termini di Smart nation creando occasioni di incontro durante i quali pubblica amministrazione, enti di ricerca e imprese possano collaborare per rendere sempre più efficiente la formazione di domani».
Ministri, banche e fondi
Tra gli ospiti della due giorni, da segnalare Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Paola Babos, Deputy director international training centre dell’International Labour Organization (Ilo), Pierpaolo Bonanni, dirigente dell’area Technology innovation della Direzione centrale Inps, Cristina Freguja, Direttrice del Dipartimento per le statistiche sociali e demografiche Istat, Enrico Giovannini, docente all’università di Roma Tor Vergata, ex ministro e animatore dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Naturalmente, non mancano le aziende che hanno risposto alla chiamata, da Enel a L’Oreal, da Philip Morris a Bulgari senza dimenticare i principali Fondi per la Formazione come Fondimpresa, FondItalia, FondoLavoro, Fondo Banche e assicurazioni. Sul palco troveranno spazio 18 startup scelte tra oltre 250 e che già hanno attirato l’attenzione dei fondi di investimento.
18 startup
Eccole: Alteredu che offre una piattaforma e-learning innovativa per la formazione aziendale con corsi certificati su temi obbligatori per le imprese; AZULchain offre Micoo, soluzione per microcredentials che integra AI e Blockchain, facilitando la validazione delle competenze in contesti formativi; Dokimazo è una piattaforma che facilita l’interazione tra aziende e enti formativi; FunniFin è una piattaforma finanziaria digitale per dipendenti, progettata per alleviare lo stress economico con sessioni personalizzate e strumenti educativi per migliorare la gestione delle finanze; Gamindo offre Builder, uno strumento di authoring AI per creare contenuti di learning basati su giochi; Growy.app è una piattaforma di apprendimento mobile-first che unisce il coinvolgimento dei social media all’e-learning; Klaaryo automatizza il recruiting tramite agenti AI su WhatsApp; MatchGuru è una piattaforma SaaS che offre TaaaS (Talent Acquisition as a Service), semplificando il recruiting per le Pmi; Mynet è un’app mobile per la comunicazione interna delle organizzazioni, che offre 16 moduli personalizzabili; Pack è focalizzata sul mentoring e coaching digitale; ProfessionAI è la principale tech academy italiana specializzata in Data & AI. Offre master online certificati; Skilleyd cambia la formazione aziendale con soluzioni innovative. Poi ci sono anche StepsConnect.com, Talentware, Trainect, UniOrienta; Virtual Land; Zick Learn.
Round milionarie
Un segnale che il settore delle tecnologie per la formazione e la gestione delle risorse umane stia vivendo una crescita globale arriva dagli investimenti nel mercato EdTech, che sono stimati in 270,5 miliardi di dollari realizzati nel 2023 con previsioni di crescita fino a 410,2 miliardi entro il 2026. Per l’Italia l’incremento nel settore EdTech è di 5,5 volte dal 2017 e ha raggiunto 564 milioni di dollari. «Ancora più promettente è il fatto che il numero di investimenti sia aumentato in modo significativo, da 915 transazioni nel 2023 a 1153 nel 2024 e un forte aumento del numero e della quota di accordi conclusi sotto i 15 milioni di dollari, a dimostrazione del rafforzamento dell’ecosistema. I round tra uno e quattro milioni di dollari sono cresciuti da 186 nel 2023 a 335 nel 2024, allo stesso modo, il numero di accordi nell’intervallo tra 4 e 15 milioni di dollari è cresciuto da 120 a 215 nello stesso periodo», spiega ancora Giorgis.
Il sondaggio dell’Ipsos
Infine, uno sguardo all’Ai. All’Innovation Training Summit sarà presentata una ricerca di Ipsos dal titolo «Intelligenza artificiale: cosa dopo il clamore?». Divisa in due parti (le persone, le aziende) vuole fotografare a oggi il nostro rapporto con l’ascesa del fenomeno mondiale. Il 67% del campione dichiara una buona comprensione dell’Ai a livello internazionale, ma solo il 51% in Italia. Percentuale che scende al 40% alla domanda se l’Ai ci ha cambiato la vita, mentre per il 60% ce la cambierà nei prossimi anni. Sei persone su dieci hanno usato qualche chat generativa (73% ChatGpt; 38% Gemini) e il 66% crede che l’Ai cambierà profondamente le vita lavorativa nel futuro. Quasi la metà del campione (48%) è propenso a un percorso di formazione per acquisire competenze necessarie in ambito digitale. Quanto alle imprese, il 51% crede che l’Ai sarà uno strumento utile a migliorare l’efficienza operativa, il 49% ad analizzare i dati, il 47% ad automatizzare i processi di routine.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link