Per l’Aie è necessario investire nell’innovazione energetica


Ambiente

di Giuseppe Ariola





L’innovazione rappresenta un elemento chiave per il settore energetico, specialmente in un’epoca di rapidi cambiamenti come quella attuale, caratterizzata dalla trasformazione del mix energetico globale e dall’ascesa di tendenze come l’elettrificazione. Lo afferma Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), in occasione della pubblicazione del rapporto The State of Energy Innovation. Questo documento offre un’analisi globale delle tendenze legate all’innovazione tecnologica nel settore energetico e sottolinea come molte tecnologie emergenti siano ormai vicine alla commercializzazione, con il potenziale di migliorare sicurezza energetica, accessibilità e sostenibilità. Tuttavia, Birol evidenzia la necessità di maggiori investimenti, sia pubblici che privati, per ampliare l’adozione di queste soluzioni. Seppur il ritorno sugli investimenti possa non essere immediato, esso si rivelerà duraturo nel tempo. Il panorama dell’innovazione energetica si trova in un momento cruciale: da un lato, lo sviluppo di nuove tecnologie appare più promettente che mai; dall’altro, si riscontrano segnali di rallentamento nei finanziamenti e un cambiamento nelle priorità strategiche. Il rapporto dell’AIE si basa su un’analisi approfondita che include oltre 150 punti salienti dell’innovazione e un sondaggio condotto tra quasi 300 esperti di 34 paesi. I dati confermano l’importanza dell’innovazione nelle strategie energetiche nazionali e individuano le aree prioritarie per mantenere un ritmo di progresso adeguato. L’analisi storica evidenzia come gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo (R&S) abbiano avuto un ruolo fondamentale nel passato. Negli anni ’70, in risposta alle crisi energetiche, i governi investirono fino allo 0,1% del PIL in R&S, favorendo l’espansione dell’energia nucleare e riducendo la dipendenza dai combustibili importati. Più recentemente, i progressi nelle batterie e nei veicoli elettrici hanno ridotto la necessità di importazioni di petrolio in Cina, mentre l’innovazione tecnologica nello sfruttamento dello scisto ha trasformato gli Stati Uniti da importatori a esportatori netti di energia. Oggi, la sicurezza energetica e la competitività economica sono priorità fondamentali per i governi, rendendo il progresso tecnologico più rilevante che mai. La spesa pubblica e privata in R&S energetica è cresciuta a un tasso medio annuo del 6%, superando la crescita economica globale, soprattutto nei settori automobilistico e delle energie rinnovabili. Tuttavia, alcuni comparti rimangono indietro: le industrie del cemento e dell’acciaio investono tra il 20% e il 70% in meno in R&S rispetto ai settori automobilistico e delle energie rinnovabili, mentre i settori dell’aviazione e della navigazione hanno ridotto la loro quota di investimenti in R&S nell’ultimo decennio. Parallelamente, il finanziamento di capitale di rischio (VC) per le tecnologie energetiche ha registrato un aumento significativo tra il 2015 e il 2022, crescendo di oltre sei volte fino a raggiungere livelli equivalenti all’insieme degli investimenti pubblici in R&S nel settore. Questo flusso di capitali privati ha favorito la nascita di circa 1.800 start-up nel settore energetico. Tuttavia, nel 2023 e 2024, si è osservato un’inversione di tendenza, con un calo degli investimenti di oltre il 20% a causa di condizioni finanziarie più rigide. L’unico comparto che ha continuato a ricevere finanziamenti in crescita è stato quello dell’intelligenza artificiale, il cui impatto sull’innovazione energetica potrebbe essere significativo, ma che al contempo rischia di drenare risorse dal settore. L’innovazione in ambito energetico è sempre più globale. Nel 2021, la Cina ha superato Stati Uniti e Giappone nel numero di brevetti energetici, con oltre il 95% delle nuove tecnologie incentrate su soluzioni a basse emissioni. Nel frattempo, osserva l’Aie, i finanziamenti pubblici e privati destinati ai progetti dimostrativi su larga scala nel settore energetico hanno raggiunto circa 60 miliardi di dollari. Tuttavia, questi progetti, fondamentali per la commercializzazione delle tecnologie emergenti, stanno subendo ritardi a causa dell’inflazione e dell’incertezza politica. La maggior parte non ha ancora ricevuto decisioni finali di investimento, e il 95% dei finanziamenti per la dimostrazione è concentrato in Nord America, Europa e Cina. Il rapporto dell’AIE sottolinea che, per mantenere il passo dell’innovazione e garantire una transizione energetica efficace, è fondamentale continuare a investire e a sostenere le nuove tecnologie, affrontando le sfide finanziarie e politiche che potrebbero rallentarne l’adozione.


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