Dazi, Giancarlo Giorgetti: per aiutare le imprese si consideri la sospensione del Patto di Stabilità




Ultim’ora News 5 aprile ore 17


La posizione dell’Italia sul tema dei dazi è avere un approccio pragmatico e prudente, evitare l’escalation e i contro-dazi in risposta a quanto deciso dall’amministrazione Trump. E affinché l’Italia possa attivare gli aiuti pubblici ai settori più colpiti dalla guerra commerciale, potrebbe essere opportuno riattivare la sospensione generale del Patto di Stabilità come era stato fatto al tempo del Covid. Così il ministro dell’Economia e Finanza Giancarlo Giorgetti è intervenuto, lanciando la sua «provocazione», durante il convegno di The European House-Ambrosetti (Teha) a Cernobbio.

Più liberta, ma dentro i paletti del debito

Nella nuova direttiva europea sulla governance economica, ha ricordato Giorgetti, esistono due articoli chiave: il 26, che consente clausole nazionali per spese straordinarie come quelle militari, e il 25, che permette agli Stati membri di deviare dal percorso di spesa in caso di gravi crisi economiche. In questo contesto, si inizia a parlare di aiuti alle imprese, interventi possibili solo se le regole Ue lo consentono. Giorgetti vuole mantenere però un approccio prudente: non si vuole ripetere la gestione espansiva vista durante il Covid, anche perché i margini italiani di finanza pubblica e debito restano stretti. Il rischio è un’Europa divisa, dove solo chi ha bilanci forti può agire con forza, come sta facendo la Germania.

No all’esclation sui dazi

Le decisioni sulle tariffe sugli scambi commerciali «non sono tanto ispirate da strategie della geopolitica bensì più da una logica puramente commerciale e non serve a nessuno premere sul bottone della tensione».

L’Italia, ha aggiunto il ministro, «deve tener conto del cambiamento di natura epocale sul piano della nuova globalizzazione che sta sullo sfondo di questa decisione sui dazi». La nuova politica dell’amministrazione ha anche aperto un cambio di rotta sul fronte della tassazione delle imprese. «Vuole ridiscutere il tema fiscale ma vuole anche aprire il fronte valutario. Quello che sta venendo avanti rispetto al tema delle stablecoin è importante. La base legale per le valute digitali in Usa non può non avere una risposta europea per proteggere le sue transazioni commerciali», ha aggiunto il ministro.

Restare uniti come Europa

Valutare beni gli impatti delle decisioni di Trump ma, prima di tutto, restare uniti nelle prossime decisioni in sede di Commissione Europea. Per Giorgetti è importante fare bene i compiti in casa riducendo le regolamentazioni ed evitare i dazi impliciti restando coerenti con quanto già deciso all’unanimità.

«Il mondo», ha detto Giorgetti, «è cambiato rispetto a una settimana fa. Dal tema della difesa oggi il focus si è spostato sulle decisioni che la nostra politica può adottare in tema di politiche commerciali. Credo che l’approccio sui temi della difesa deve restare pragmatico e razionale anche sulla base dell’esperienza, pur nata da un’impostazione del tutto diversa, del Next Generation Eu».

L’Italia faccia sentire il suo peso

Oggi, ha quindi sottolineato Giorgetti, «non c’è una richiesta di deroga sui vincoli del Patto di Stabilità estesa a tutti ma basata sui bilanci di ogni Paese». Il rischio della nuova situazione, però, «è che pur condividendo la necessità di muoversi, si riduca l’efficacia dell’azione. Ogni Paese europeo, in questo senso, seguirà un suo percorso indipendente visto che sono diverse risorse a disposizione dei Paesi perché sono diversi vincoli di bilancio».

Ma l’Italia deve far sentire la sua voce sul tema, ha ricordato il ministro. «È evidente che l’Europa sta cambiando le sue priorità a partire dal peso che è stato assegnato al New Green Deal». Altri provvedimenti «non sono stati adottati da tutti in Europa, e questo è un tema su cui insistiamo. Faccio notare per esempio che ci sono Paesi che non hanno ancora adottato la direttiva sul Digital Services Act»

Sostenibilità commerciale: un indice di resilienza

La sostenibilità commerciale è un indice di resilienza in cui l’Italia si trova ai primi posti. Lo ha affermato Valerio De Molli, amministratore delegato e managing partner di Teha. «Con le potenzialità del nostro sistema produttivo possiamo reagire ai dazi Usa, rafforzando la capacità di essere flessibili e pronti a crescere laddove l’eccellenza dei prodotti italiani continua ad essere vincente». (riproduzione riservata)



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