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Salento e Xylella: i fondi per il reimpianto degli ulivi ci sono, ma manca l’acqua


Nel Salento, dopo il devastante impatto della Xylella, che ha causato la morte di circa 21 milioni di ulivi, si è fatto molto per risollevare l’agricoltura locale, con la creazione di fondi regionali per il reimpianto degli ulivi. Tuttavia, un problema persistente rischia di compromettere i progressi: la mancanza di irrigazione.

La Regione Puglia ha infatti messo a disposizione fondi per il reimpianto di alberi di ulivo, con l’intento di ridare vita ai terreni danneggiati dalla malattia. Nonostante questo, molte aziende agricole, soprattutto lungo la provinciale Borgagne-Calimera, sono in difficoltà per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. L’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, avrebbe il compito di gestire l’irrigazione, ma il sistema è in grave difficoltà.

Il problema dell’irrigazione: un anno di attesa

Da oltre un anno, i proprietari terrieri che hanno beneficiato dei fondi per il reimpianto degli ulivi sono in attesa che l’Arif sottoscriva i contratti necessari per garantire l’irrigazione dei nuovi alberi. Purtroppo, molti di questi alberi giovani, che necessitano di abbondante acqua, stanno soffrendo a causa della mancanza di accesso all’acqua. Alcuni agricoltori lamentano la situazione come una beffa, visto che i fondi sono stati erogati per il reimpianto, ma il problema idrico rimane irrisolto.

A complicare ulteriormente la questione, ci sono anche guasti agli impianti di irrigazione, che impediscono il corretto funzionamento del sistema. L’Arif, infatti, ha dichiarato che non permette la sottoscrizione di contratti di irrigazione finché gli impianti non saranno riparati. Questo ritardo sta mettendo a rischio il futuro delle coltivazioni di ulivo, una delle principali risorse economiche e culturali del Salento.

Un grave disguido che minaccia l’economia locale

“Abbiamo ricevuto finanziamenti per piantare nuovi alberi, ma non possiamo nemmeno irrigarli. Questo è un colpo mortale per la nostra attività,” denuncia uno degli imprenditori locali al Quotidiano di Puglia. Se il cambiamento climatico e la Xylella hanno già avuto un impatto devastante, ora l’inerzia burocratica rischia di compromettere i tentativi di recupero.





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