Spagna, la mossa anti-dazi di Sanchez da 14 miliardi che piace anche all’opposizione italiana: “Meloni prenda esempio invece di andare al Tg1”


Se l’Italia sulla questione dazi tergiversa, con la premier Meloni preoccupata di mantenere una linea che non infastidisca l’amico americano, non così fa la Spagna, dove il primo ministro Sanchez ha già fatto sapere che c’è un piano di sostegno da 14,1 miliardi di euro per sostenere le imprese falcidiate dalla strategia di Donald Trump. Sanchez lo ha definito “Piano di risposta e rilancio commerciale”. Il quotidiano El Pais scrive che questa manovra prevede “linee di garanzia, prestiti industriali, fondi per riorientare le capacità produttive e sostegno all’internazionalizzazione”. Il primo ministro iberico è convinto di questa risposta al bombardamento Usa, tanto che “esorterà anche Bruxelles ad accelerare la sua risposta all’attacco di Washington, ad esempio rendendo più flessibile il quadro che disciplina i sussidi statali”. Sanchez ha fornito i dettagli: su 14,1 miliardi, quasi 7 e mezzo saranno nuovo finanziamenti, il resto sarà recuperato dal Recovery Plan “per rispondere a questa guerra commerciale che non vuole nessuno, tranne una persona”.

Entrando nel progetto, si prevedono due linee di garanzie e finanziamenti intermedi dell’Istituto di Credito Ufficiale (ICO) con 6 miliardi di euro, un accesso ai finanziamenti (5 miliardi di euro) e un miliardo da destinare come capitale per le aziende. Ci sarà inoltre un fondo da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti industriali anche prevedendo prestiti o la realizzazione di nuovi siti produttivi. Sanchez recupera anche il Piano Moves in particolare destinato al settore dell’auto, con 400 milioni di euro. Intanto il governo ha avviato un Tavolo del dialogo sociale con datori di lavoro e sindacati mentre al ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo, è stata affidato un coordinamento con le regioni sul settore del commercio.

Dinanzi a questa strategia spagnola dettagliata, l’opposizione in Italia sferza l’esecutivo. Davide Aiello, deputato (M5S) in Commissione Lavoro: “Giorgia Meloni è totalmente inerte davanti ai dazi del suo amico Donald Trump che affosseranno la nostra economia rischiando di provocare un’ecatombe occupazionale e ora, dopo averlo sottoscritto senza esitazioni, chiede nientemeno che la revisione del Patto di stabilità. Ma chi pensa di prendere in giro? La premier prenda esempio da Pedro Sánchez, che in Spagna ha dispiegato immediatamente un piano da 14 miliardi di euro per proteggere aziende e lavoratori dalla tempesta”. La deputata Debora Serracchiani (Pd) scrive sui social: “La differenza plastica tra i politici e i populisti: Macron convoca all’Eliseo imprenditori e mondo economico, Sanchez prepara 14 miliardi. Meloni va al Tg1”. Insomma, per Serracchiani ci sono due modi di governare a confronto. Sanchez sembra darle ragione, tanto da avere in agenda una visita ufficiale in Vietnam e Cina dal 9 all’11 aprile, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali con i due Paesi asiatici, sia sul piano politico che commerciale: potrebbe essere un piano B per arginare il nuovo corso della Casa Bianca.



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